Coerenza? E che vor di’?

Continua la nostra inchiesta attraverso i più grandi voltagabbana, incoerenti, opportunisti, ipocriti della storia d’Italia.

Il personaggio preso in esame dovrebbe aver vita facile a salire sul gradino più alto del podio… Fortunatamente, la seppur agguerrita concorrenza, non pare in grado di lottare per il primo posto in quanto il nostro campione è in vantaggio di parecchie lunghezze sui tanti altri partecipanti a questa gara poco edificante….
Non lo citeremo, lasciamo i nostri lettori indovinare chi è il personaggio di oggi. Avrete vita facile.
Iniziamo l’analisi attraverso i più incredibili ripensamenti avuti da quest’uomo.
Per i primi 20 anni della sua carriera politica ha seguito un solo esempio politico definendolo: “Il più grande statista degli ultimi 100 anni d’Italia”.
Grazie all’appoggio del suo mentore, il delfino diviene segretario di partito e, sempre grazie ai tanti saluti romani in giro per l’Italia con repubblichini e nostalgici, raccoglie quel patrimonio di voti che gli permetteranno di formare il primo governo di destra del dopoguerra.
Tra le lotte politiche dove più si impegna vi è il riconoscimento dei crimini comunisti, la grande battaglia contro il referendum per legalizzare il divorzio, nonché la lotta indomita all’immigrazione, rivendicando la superiorità degli italiani, il forte sostegno al sistema proporzionale contro il maggioritario e la lotta alle droghe.
I successivi 20 anni vengono dedicati all’appoggio incondizionato e alle lodi di un nuovo soggetto politico da poco “sceso in campo” e grazie a questo sodalizio ottiene la carica di ministro degli esteri e successivamente di presidente della camera.
La sua azione più significativa e lodevole è il contrastare l’immigrazione irregolare grazie alla paternità della legge che dividerà con Bossi.
Durante la sua esperienza da ministro non sono oggetto di cronaca iniziative riguardanti i tanti criminali italiani rifugiati all’estero (molti per crimini comunisti) probabilmente perché inesistenti in quanto la sua attività con i rappresentanti delle nazioni straniere si limitava esclusivamente a rifarsi una verginità, tanto da rinnegare il suo primo amore (“il più grande statista degli ultimi 100 anni”). Il suo mentore, invece, dal girarsi nella bara s’è trasformato in una trivella e la moglie di quest’ultimo ha dichiarato: “Il più grande errore della mia vita è stato consigliare a Giorgio di mettere nelle mani del suo delfino, il partito. Mi porterò questo errore nella tomba!”.
Successivamente manifesterà il proprio disappunto nello scoprire che molti criminali rifugiati non devono più scontare le condanne in quanto i reati commessi risultano estinti-prescritti. Darsi una mossa prima quando si era ministro degli esteri?
Sempre nel tentativo di mantenere l’integrità della propria coerenza, in questi anni divorzierà da sua moglie (quest’ultima aveva già divorziato da un precedente marito) per unirsi ad una giovane rampante soubrette/avvocata amante del genere stagionato, nonché dichiarerà di aver fatto uso di droghe.
Sempre in questa fase esalterà il sistema elettorale maggioritario come strumento per garantire la democrazia nel paese.
Finiti i secondi 20 anni di amore alle dipendenze di terzi, inizia una nuova stagione politica, decide di mettersi in proprio con un nuovo soggetto politico di cui non è ancora stato chiarito l’orientamento politico. La sigla del partito composta da 3 lettere secondo alcuni maligni rappresenta le iniziali degli unici 3 elettori del partito. In alcuni comuni per elezioni amministrative si allea un po’ a destra, in altri col centro ed in alcuni incredibilmente a sinistra, SEL e roba simile. Dal suo nuovo partito giungeva, pochi mesi prima, la seguente rassicurazione “noi costituiremo il partito della destra moderna, che per sua natura ha l’obiettivo di battere la sinistra alle elezioni. Per noi non c’è nessun margine di alleanza con la sinistra”. Ok, magari il suo è un partito non proprio di estrema destra, ma allearsi addirittura con Vendola … Stride!
È in questa nuova fase che rinnega il suo secondo amore politico dipingendolo il male assoluto del paese e forse del mondo da far rivalutare persone come Pol Pot, ecc.
Si scopre poi che un lussuoso appartamento a Montecarlo donato al suo precedente partito, poi rivenduto al costo di una cascina diroccata nell’Aspromonte, risulta nella disponibilità del cognato.
Si impegna a dimettersi nel caso si dimostrasse con certezza che le società santaluciesi, che ora dispongono dell’appartamento, siano del cognato.
Arrivano le carte dal governo di Santa Lucia che legano il cognato all’appartamento, ma di dimissioni non ne parla nemmeno lontanamente e riesce a giustificare le mancate dimissioni davanti al proprio sparuto elettorato che le sollecitava, dicendo di essere obbligato a garantire la continuità della democraticità delle istituzioni che rappresenta. (Scusa migliore non poteva inventarla?)
A febbraio 2011 lo stesso impegno di dimissioni viene rilasciato ad annozero: “io sono pronto a dimettermi da presidente della Camera nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio”.
Ad oggi non risultano dimissioni.
Nel pieno della crisi (estate 2011), arriva la proposta dell’IDV di abolire i vitalizi degli onorevoli con un sistema previdenziale gestito dall’INPS, ma il nostro amico ferma subito l’iniziativa bollandola come anticostituzionale, si ricrederà solamente 3 mesi dopo, quando darà mandato ai questori della camera di valutare l’abolizione del vitalizio.
Le cronache riportano anche la costituzione, all’interno della sua nuova creatura, di un circolo denominato “rumeni in FLI” e se pensavate con quest’ultima notizia di essere arrivati all’apice dell’incoerenza del personaggio vi dovrete ricredere… Ci è giunta la notizia dell’attacco, lanciato dal sito del partito, contro l’ex compagna politica (Giorgia Meloni) per aver partecipato ad un corteo contro i crimini del comunismo…
Ancora? Sì: 7 aprile 2012: “Cittadinanza ai figli degli stranieri: cambierei la legge che porta il mio nome e quello di Bossi!”
Mah!

Ma vaffanculo!

“Mio padre vive un decadimento neurologico tale da non poter permettere la somministrazione di cure chemioterapiche per il suo tumore alla prostata, è sempre un cittadino italiano, un essere umano, la dignita umana va rispettata. Se mio padre è così scomodo allora qualcuno si prenda allora la responsabilità di istituire la pena di morte, anche ad personam”. Angelo Provenzano
Commuove la delicata sensibilità di Angelo nei confronti della dignità umana e del genere umano, ma la domanda è la seguente: dov’era il giovane Angelo quando gli amici di papà scioglievano il bambino Giuseppe Di Matteo nell’acido? O quando papì spaccava i crani a bastonate tanto da essere soprannominato “u tratturi” perché dove lui passava non cresceva più l’erba? O dov’era quando l’Attila del xx secolo organizzava le stragi di Capaci e via D’Amelio?
Se cerchi qualcuno che si prenda la responsabilità per istituire la pena di morte per quel galantuomo di tuo padre e di tutti i suoi discendenti, dammi un colpo (forse è meglio dire “chiamami” non vorrei che interpretassi la frase come tuo padre!) e cercherò d’accontentarti!!

E’ sempre colpa degli altri

Non ci sono più dubbi, abbiamo trovato il campione mondiale dello scaricabarile, uno degli sport da sempre più diffusi nella nostra povera nazione: il sindaco di Roma Alemanno.
Dopo la disastrosa figura da incompetenti fatta dalla sua giunta in occasione della nevicata che nello scorso week end ha paralizzato Roma, durante l’ultima settimana ci ha fatto assistere alla seguente escalation:
1 – “le previsioni erano sbagliate, chiedo una commissione d’inchiesta che chiarisca le responsabilità di chi ha diffuso i bollettini meteo”
Ma il fatto che si chiamino “previsioni” e non “teoremi pitagorici” non gli dice nulla?
Il Comune di Roma non ha un piano di emergenza in caso di neve prescindere dalle previsioni?
2 – “è colpa della inefficienza della protezione civile, quando c’era Bertolaso sì che le cose funzionavano”
Apprendiamo da più fonti che alle otto di sera (!) di quel venerdì Alemanno ha telefonato al capo della Protezione civile cercando uno spazzaneve.
A tal proposito è illuminante sapere che i mezzi spalaneve del comune di Roma sono fermi da anni in un deposito e che nel 2011, a seguito di un’ordinanza, si stabiliva che l’azienda municipalizzata fino ad allora incaricata del servizio antineve avrebbe messo a disposizione solo 6 mezzi.
Chi ha firmato l’ordinanza: il nostro campione!

http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/07/San_Saba_cimitero_degli_spazzaneve_co_10_120207036.shtml

3 – ma il bello doveva ancora arrivare: «Il fatto di vedere su tante prime pagine dei giornali, soprattutto del Nord, un’enfatizzazione dell’emergenza neve a Roma è francamente sospetto. Non vorrei ci fosse una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma».
A questo punto, ci aspettiamo che l’ondata di maltempo di questo week end sia domani imputata a Giove Pluvio, o agli alieni, o chissà che cosa…

Questo è il livello di tanti amministratori (non tutti, per fortuna) nelle principali città italiane.
Caro Alemanno, hai fatto una gran figura di merda, non sapendo che pesci pigliare durante un’emergenza ampiamente annunciata da giorni. Visto che eri tanto bravo a chiedere le dimissioni di chiunque, perché non prendi tu l’iniziativa?

Mario Monti fermi gli sciacalli e salvi l’Italia!


Costa Crociere produce lo 0,2% del PIL italiano. Il gruppo Carnival (la casa madre di Costa), la prima società nel mondo nel settore crociere, grazie alle commesse che negli ultimi 20 anni ha affidato esclusivamente a Fincantieri (di proprietà dello stato), genera all’Italia una cifra analoga di PIL (nonostante i cantieri asiatici facciano il filo a questi signori da decenni….)
Nella sola sede di Genova, Costa impiega 800 persone senza contare le svariate centinaia in navigazione e quelle occupate nelle 10 filiali in Italia e in quelle in giro per il mondo.
Se consideriamo l’indotto si può tranquillamente asserire che Costa vale almeno l’1% del PIL e che dà lavoro ad almeno 10.000 lavoratori italiani.
Costa crociere paga le tasse in Italia e per le proprie navi non ha usato l’espediente di registrarle a Panama o alle Bahamas (come la totalità delle navi da crociera) per evitare di sottostare alla legge italiana e ai controlli delle autorità italiane (e soprattutto alla tassazione italiana!!!) ma sono tutte registrate nel porto di Genova e battono orgogliosamente bandiera italiana.
Costa crociere è l’orgoglio d’Italia e fa conoscere al mondo ciò che di buono l’Italia sa fare.
A causa del naufragio della Costa Concordia, 
la società Costa ha offerto 11.000 € più altri 3.000 € per le spese e il rimborso della crociera (anche a coloro che s’erano imbarcati a Savona e per 6 giorni avevano mangiato, digerito, ballato ecc.) a tutti gli ospiti.
Ora una buona parte degli ospiti ha accettato la generosa offerta (nonostante moralmente non si dovrebbe guadagnare dalle disgrazie) ma un’altra parte di irriducibili ha rifiutato e sta avviando cause per ottenere risarcimenti milionari per danni fisici nella maggior parte dei casi inesistenti.
Ci saranno coloro che han perso gioielli di inestimabile valore (dimenticandosi che la paccottiglia delle bigiotterie non supera i 15 €), altri che avranno avuto macchine fotografiche e telecamere ovviamente modello 2013 e ovviamente comprate esclusivamente per il viaggio, danneggiate, distrutte o perse durante il trambusto, ma miracolosamente capaci di caricare su youtube e facebook filmati e foto, altri che avranno abiti da sera di Valentino (ma da quando a Porta Portese vendono Valentino?) lasciati in cabina e mazzette da 500 euro svanite nel nulla (ma una settimana prima dell’imbarco il conto corrente indicava meno qualcosa?) … e dopo questo bell’elenco di categorie umane che han perso tutto (automobile compresa) in crociera, non mancheranno sicuramente coloro che han preso il colpo della strega, coloro che non riescono più a dormire, coloro che non hanno più la forza nemmeno di lavarsi nella vasca da bagno, coloro che han l’unghia incarnita, coloro che hanno i calcoli renali e tanti altri signor coloro ben consigliati dalla fantasia di varie associazioni e dagli immancabili cugini dell’amico del portiere del palazzo adiacente che s’è appena iscritto al primo anno di giurisprudenza…
Queste persone devono essere fermate per comportamenti moralmente scorretti e perché mettono in seria difficoltà una realtà economicamente importante e prestigiosa per l’Italia. Una delle eccellenze d’Italia!
Mario Monti ascolti il nostro appello e faccia una legge per limitare le pretese di questi signori a 3.000 € e nel caso ciò non fosse possibile metta la tassazione sui risarcimenti per i danni avuti durante la navigazione in acque territoriali italiane al 99,99% più una marca da bollo da 14,62 €. Non mi dica che il suo governo non è capace di mettere tasse….

Dopotutto Schettino pilotava grazie ai titoli che lo stato italiano gli aveva rilasciato!
Oppure vogliamo che anche Costa fugga dall’Italia (e fuggano anche tutte le commesse di Fincantieri) e prenda sede a Ginevra nel palazzo a fianco dell’MSC ed invece di vedere  le sue ammiraglie battenti bandiera italiana, le osserveremo con bandiera delle Bahamas?

Se scappa Costa, chiude Fincantieri. Se chiude Fincantieri salta l’Italia e se salta l’Italia siamo tutti col culo per terra.
Dopo 20 anni di leggi per tutelare un singolo, una legge per tutelare tutti noi è doverosa.

Se anche tu condividi questo appello, inoltralo via mail al Governo!

ancora sul naufragio

 

 

 

Piccola notazione a margine delle tragedia della Costa Concordia.
Sono ormai passate 3 settimane dalla sciagura e sulle varie reti televisive impazzano i filmati girati dai passeggeri durante l’evacuazione della nave.
Ora mi chiedo: ma è possibile che in quei momenti la priorità di così tante persone fosse quella di riprendere tutto con il telefonino?
Viviamo in un mondo dove la realtà viene superata dalla fiction e dove per i famosi 15 minuti di notorietà si è disposti a tutto; ormai, un fatto non esiste se non viene trasmesso in TV e si partorisce in diretta su RAI2, ma c’è un limite a tutto questo?

Il signore fallo coi soldi tuoi!

Ennesima porcheria della RAI. – Gli ospiti di Sanremo.
Dove si usa il termine “ospite” impropriamente. Se sono ospite di qualcuno, quest’ultimo non mi paga un cachet. Se sono ospite di un albergo al limite sono io a pagare l’albergo e non l’albergatore a pagarmi.

Dopo questa disquisizione linguistica vengo al dunque.
Come ogni anno, anche se faccio di tutto per evitarlo ma come per il raffreddore purtroppo non riusciamo ad evitarlo, e in qualche notizia in merito al Festival di Sanremo mi sono imbattutto.

La notizia è che Celentano sarà “ospite” a Sanremo. Per questa partecipazione dove si limiterà a sparare cazzate per qualche manciata di minuti, beccherà €300.000,00 ovverosia lo stipendio che le persone normali guadagnano in una vita di lavoro.
L’assurdo dell’assurdo (oltre al compenso stratosferico) è che si invita un cantante al Festival della canzone italiana, non per cantare ma per parlare!

Dopo tutto lo scalpore causato dall’ennesimo schiaffo ai pistola (quindi anche la mia famiglia) che pagano il canone, il buon Celentano e la buona RAI, han fatto sapere che Celentano devolderà il compenso in beneficenza.

Beh caro Celentano e cari vertici RAI, innanzitutto la beneficenza è un gesto nobile solo se rispetta 2 princìpi essenziali:

  1. anonimità del gesto
  2. utilizzo di soldi propri

Dove i soldi propri sono frutto di sacrifici e fatica e non di una gestione allegra di soldi della collettività.

Se questi requisiti non vengono rispettati non si chiama beneficenza bensì squallida pubblicità.

Semplice soluzione per un grande problema


Per combattere il fenomeno della pirateria, che causa danni ingentissimi ai commerci, nonché il sequestro degli equipaggi delle navi attaccate, bisogna usare la tecnologia.
Quella tecnologia che grazie al progresso della ricerca ci ha dato 2 strumenti tecnologici che ci permetteranno di eliminare il problema definitivamente.
Questi strumenti si chiamano kalashnikov e bazooka.
Poco costosi, affidabili, di facile utilizzo e soprattutto infallibili.

A sparare a caso ogni tanto si centra l’obbiettivo

Anche senza aver la mira di Sentenza il cattivo del film “Il buono, il brutto e il cattivo”, sparando a caso e con gli occhi bendati si ha la remota possibilità di centrare il bersaglio. Ciò non vuol dire di avere la bravura di Sentenza ma solamente per rimanere in ambito cinematografico: “questo è culo coglionazzo!” (Gran Maestro dell’Ufficio Raccomandazioni Onorevole Direttore Conte Diego Catellani a Fantozzi rag. Ugo).
E’ solamente la legge empirica del caso.
Trasponendo la premessa nella politica a spararne di ogni, tante e costantemente, capita anche di dire cose sensate ed intelligenti.
Ciò è capitato a Beppe Grillo nella sua ultima sparata. (link al sito ilfattoquotidiano.it)

Vilipendio alla bandiera


Non è Bossi che offende la bandiera italiana quando invita ad usarla per pulirsi il culo.
Nel mio ultimo viaggio in treno attraverso stazioni minori italiane mi è stato impossibile non rilevare le dotazioni a disposizione della stazione:

  1. giacigli di svariati zingari con zingari annessi a terra
  2. giacigli di zingari con zingari annessi sulle mensole delle finestre
  3. accattonaggi dei sopracitati
  4. minidiscariche nel locale sala d’attesa
  5.  biglietteria automatica guasta e parzialmente vandalizzata
  6. vuoto lasciato da ulteriore biglietteria automatizzata ormai definitivamente smantellata con tanto di fori nel pavimento, nel muro e collegamenti elettrici interrotti
  7. biglietteria umana chiusa
  8. bancomat fuori servizio
  9. porte automatiche guaste
  10. comunicazione all’utenza parzialmente strappate
  11. invasione di grafitismo
  12. monitor in biglietteria e sala d’attesa guasti
  13. monitor nel sottopassaggio guasti
  14. monitor ai binari guasti
  15. marciapiedi invasi da vegetazione della precedente estate tant’è che all’annuncio: “treno in transito al binario x allontanarsi dalla linea gialla” ho pensato: “ecché? Mi devo buttare nei rovi?”
  16.  Serie di panchine spaiate, alcune vincolate ai rovi, alcune instabili con assenza di svariati listelli, alcune nere da lasciar intravedere attraverso lo sporco consumato dalle sedute striature di pietra.
  17. discarica tra la pietraia dei binari
  18. varie discariche di materiale edile e materiale ferroviario da smaltire ma alcune di esse già parzialmente ricoperte da vegetazione
  19. Concludo l’elenco con una serie di filari di bandierine italiane in stile festone che qualche coraggioso ferroviere ha ritenuto opportuno esporre

7 comandamento: non rubare

E ci permettiamo anche di scomodare la Sacra Bibbia…
Dilaga in rete la protesta contro le due proposte di legge SOPA e PIPA al vaglio del congresso USA.
L’intenzione è quella di contrastare la violazione dei diritti d’autore ovverosia la violazione della giusta remunerazione per l’attività di “creatore”.
Ad oggi svariate migliaia di siti si arricchiscono diffondendo materiale tutelato dai diritti, d’autore, principalmente film e musica (ma anche articoli di giornali, foto, disegni, ecc), facendosi pagare l’accesso ai contenuti o guadagnando attraverso le inserzioni pubblicitarie.
E’ lapalissiano come il propagarsi di tali attività diminuisca i giusti introiti derivanti dall’attività di musicista, disegnatore, regista, ecc ed in assenza di un ritorno economico questi professionisti in molti casi non abbiano di che campare.
Non limitiamoci a pensare: “tanto Vasco Rossi ne ha già abbastanza”, giustificazione alla Robin Hood comunque non valida, ma oltre a Vasco Rossi abbiamo anche tali Fabrizio Rossi, Gianni Rossi, Marco Rossi, Piero Rossi che sicuramente in assenza di pochi spiccioli dovrebbero interrompere la propria attività di creatore e trovare un altro modo per sbarcare il lunario.
Sfruttare un lavoro d’altri equivale a rubare con la differenza che coloro che fanno le rapine in banca sono degli “Arsenio Lupin” che rischiano anche la vita, mentre coloro che rubano scaricando video e musica sono più simili a topi che da una comoda scrivania rubacchiano in giro senza nemmeno sporcarsi le mani e senza alcun rischio.
La rete vive di contenuti e senza i creatori dei contenuti internet sarebbe una scatola vuota priva di interesse; per questo motivo chi frega deve essere espulso dalla rete e deve risarcire i danni; pertanto un forte sostegno deve andare ai promotori delle 2 leggi.
Ma chi è contrario a queste leggi? Leggendo gli svariati post di blog e i relativi commenti solamente coloro che ritengono che “tutto sia dovuto” continuano ad osteggiare questa legge. E sono gli stessi personaggi che nulla creano e per nulla arricchiscono il mondo con le loro creazioni, con la loro musica, i loro libri, i loro film, per il semplice motivo che non hanno voglia di dedicare il proprio tempo, o più probabilmente non hanno le capacità per farlo, limitandosi quindi a rubare le opere di altri come una zecca che succhia il sangue.

L’ambiente e politici in malafede

Area C Milano ufficialmente attiva, ecco le regole e le tariffe di base

Mentre viene presentato l’ennesimo dossier di Legambiente in cui si illustra che nel 2011 il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di PM10, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente, a Milano impazza il dibattito sull’Area C, la nuova “congestion charge” appena introdotta.

Si tratta di un ticket d’ingresso applicato nella stessa zona del defunto Ecopass, nei medesimi orari, ad un costo di 5€ (Ecopass andava da 2 a 10€)

Il post su corriere.it dell’ex assessore Masseroli (in carica fino a pochi mesi fa nella giunta Moratti, a cui si deve l’introduzione dell’ecopass nel 2008), che invita ad un referendum contro l’Area C, è un monumento all’incoerenza e all’ipocrisia, ne citiamo i punti salienti allegando un breve nostro commento:

1 “non é un provvedimento efficace dal punto di vista ambientale. I dati di Arpa lo dimostrano quotidianamente”
Allora perché nella Sintesi conclusiva della Commissione Ecopass (datato Marzo 2011) voluta dalla precedente giunta si dilunga sui benefici accertati dal punto di vista della riduzione del traffico e dello smog? E soprattutto perché ci è stato spiegato per anni da chi l’ha introdotto che l’Ecopass serviva a tutelare la nostra salute?
2 “incita comportamenti scorretti dal punto di vista ambientale (basta pagare per inquinare)”
E l’Ecopass come funzionava? Pagando 10€, si poteva entrare con un’auto euro 0, che oggi non può accedere al centro. Un’auto come la Porsche Cayenne poteva entrare gratis, essendo euro5; almeno adesso paga 5€.
3 “è una tassa priva di benefici per la collettività. Le entrate sosterranno solamente i costi di gestione”
Dobbiamo quindi supporre che 3 anni di Ecopass abbiano fatto perdere soldi al bilancio comunale, visto che prima erano esentate le auto euro 4 e 5, mentre adesso pagano tutti? (cioè ci saranno maggiori entrate)?

Ecco un piccolo esempio di come la credibilità dei nostri politici sia ridotta a zero e di come in realtà qualsiasi decisione (giusta o sbagliata, non è questo il punto) possa avere due diverse letture, basate solo sul titolare della decisione stessa.
In altri termini: l’abbiamo deciso noi? Salverà il mondo !
L’hanno deciso gli altri? Sarà una catastrofe!
Ma il bello è, nel caso citato, che si tratta della stessa decisione!
Meno male che il citato ex assessore è stato (giustamente) massacrato sul forum da decine di cittadini che evidentemente non hanno l’anello al naso… ma tanto buonsenso!

Schettino batte Berlusconi 1.000.000 a 1

Nemmeno se Berlusconi fosse andato con tutte le prostitute minorenni extracomunitarie operanti in Italia sarebbe riuscito ad infangare il nome dell’Italia come le varie azioni intraprese da Schettino.
Quel briciolo di rispetto è svanito. Mettiamocelo in testa. Smettiamola di farci scudo con Leonardo, Volta, Caravaggio ecc ecc. La realtà è diversa e accusare programmi televisivi tipo “I Soprano” o “Jersey Shore” di offenderci è ridicolo. Non sono tali programmi ad offenderci, ma siamo noi che continuativamente forniamo al mondo sempre del nuovo materiale per sputtanarci!

I nuovi sciacalli


Quando ancora la gravità della tragedia non era definita, quando ancora il commissario di bordo Manrico Gianpietroni non era stato salvato, le associazioni dei consumatori erano già attive a dispensare informazioni con tanto di interviste per svariati telegiornali su come ottenere i rimborsi e risarcimenti da Costa Crociere, nonché subito pronte a fondare comitati per intraprendere class action contro Costa Crociere. Non che non sia giusto avere un rimborso per il danno subito, che per i superstiti si dovrebbe limitare al bagaglio (visto che in questo caso bisognerebbe sentirsi strafortunati di essere ancora vivi), ma approfittare della tragedia, quando i corpi dei cadaveri sono ancora caldi e la gravità del disastro non è ancora definita, per promuovere la propria associazione è veramente da squallidi sciacalli affamati.

Costa Concordia e l’Italia

Ed ora anche Costa Crociere, una delle società italiane più apprezzate e più ammirate nel mondo, con la propria nave Costa Concordia semi-affondata rispecchia l’immagine attuale dell’Italia.
Nell’immaginifico collettivo si pensa che l’incarico di comandante di una nave così prestigiosa e così impegnativa venga affidato a comandanti di grande spessore. In effetti durante la mia crociera su Costa Concordia, il comandante era una persona di cultura in grado di riuscire a dialogare in italiano per poi passare a parlare immediatamente in un perfetto francese e inglese.
Il capitano in comando, Francesco Schettino, durante l’incredibile errore di venerdì scorso invece non ha dato tale impressione.
Qui di seguito riporto l’unica intervista rilasciata a tgcom24 che ho persolnalmente trascritto:
Capitano “… Qual è l’alternativa migliore, come infatti credo che quasi tutti sono stati tratti in salvo.“
Giornalista: “Cosa è successo alla sua nave?”
Capitano: “E’ successo che praticamente che niente mentre camminavamo con la navigazione turistica anche come si evince dallo squarcio c’è stato uno spuntone laterale che fuoriusciva dalla roccia anche se navigavamo sotto costa proprio per fare la navigazione turistica credo che fermamente ho ragione di capire di vedere effettivamente che la roccia non era fu segnalata in quanto la nave non è andata di prora ma lateralmente come se sott’acqua ci fosse questo spuntone di roccia non so se rilevato o non rilevato ma sulla carta nautica dava che c’era acqua fino a sotto praticamente quindi oltre 100 metri dagli scogli 150 200 metri noi siamo stati a circa sui 300 metri più o meno non dovevamo avere questo contatto.”

Ora mi risulta incomprensibile come, una società con la serietà e reputazione di Costa Crociere, abbia potuto affidare ad una persona con capacità di espressione inferiore ad un bambino di 6 anni, da far consumare decine di biro rosse a qualsiasi maestro delle elementari, che si esprime in linguaggio marinaresco peggio di un montanaro, un incarico di tale livello di responsabilità. Una persona che non supererebbe nemmeno la prova teorica per la patente nautica per la navigazione di un semplice fuoribordo essendo questo esame, per tutta Italia, basato sull’abilità di navigazione nel mare intorno all’isola del Giglio!
 
Analogamente come una delle più prestigiose società italiane affida il governo di una propria nave ad un incompetente che ha mal manovrato tanto da farla quasi affondare anche l’Italia ha affidato il proprio governo ad una squadra, il governo Monti, che nulla ha fatto per evitare il parziale affondamento della nazione e le manovre compiute nulla hanno opposto all’imminente catastrofe della nazione.

Quando morire sul lavoro non indigna più di tanto…


Abbiamo spesso visto i sindacati e i relativi partiti di riferimento, scendere in piazza a protestare, scioperare per i motivi più svariati, oppure in molti casi le motivazioni di tali scioperi non erano nemmeno chiare o addirittura erano scioperi preventivi contro idee, leggi, cambiamenti che nemmeno si stavano concretizzando.
Un motivo di protesta che invece condividiamo è costituito dalle cosiddette morti bianche. E di queste proteste ne abbiamo viste sulla scena di tutti i tipi anche quando purtroppo la causa della tragedia non era dovuta veramente a negligenze, carenze, risparmi sui materiali e violazioni delle più elementari norme sulla sicurezza ecc., ma a quella fatalità imprevedibile dove non erano solo i dipendenti di turno ad avere la peggio, ma anche i titolari dell’attività. Ed in questi tristi casi neppure c’era l’aggravante di sfruttare i dipendenti con contratti atipici, con paghe da fame, ma erano situazioni in cui anche il titolare si ingegnava per sbarcare il lunario e per poter pagare i dipendenti.

Non riesco ad immaginare la forza della protesta e lo sdegno che dovrebbero manifestare i sindacati e i partiti che hanno sempre sfruttato quel bacino elettorale nel caso in cui un lavoratore morisse lavorando non con un regolare contratto a tempo indeterminato, ma con un contratto in stile caporalato, per un milionario che sicuramente non pensa ad un’equa paga, limitandosi ad un salario più simile ad un pugno di riso che ad uno stipendio regolare.

Ma l’occasione per una tale manifestazione di sdegno c’è purtroppo già stata.
Un operaio è morto schiacciato dalla struttura metallica del palco che stava montando.
Un precario pagato 5 euro l’ora che lavorava per un milionario che in poche ore di lavoro incassa quanto alcune famiglie di operai guadagnano in un anno.
Con tristezza si constata che in alcuni casi la ragione di stato vale di più dello sdegno e quando il datore di lavoro è un cantante, che è apertamente schierato a sinistra e che riesce a condizionare le scelte politiche di migliaia di giovani, allora la morte di un operaio, non è una tragedia che non deve passare inosservata, affinché ciò non accada mai più con tanto di scioperi nazionali, sit-in, proteste, leader nazionali che si arrampicano sui tetti, ma semmai si tratta di un sacrificio dovuto alla causa comune.

I veri garantisti

(ANSA) – ROMA, 12 GEN – ”La storia della Lega non e’ mai stata forcaiola”. Cosi’ il leader del Carroccio, Umberto Bossi, commenta la decisione di lasciare liberta’ di coscienza ai ‘suoi’ sulla richiesta di arresto fatta dai magistrati campani nei confronti di Nicola Cosentino, il deputato del Pdl accusato di essere ”il referente politico del clan dei Casalesi”.

Che la coerenza fosse una sempre merce più rara lo sapevamo già, ma quando si arriva addirittura a negare il proprio passato e quei concetti su cui si è fondata un’intera carriera politica, beh allora è veramente troppo, e bisogna ricordare uno degli episodi parlamentari più celebri dell’epoca di tangentopoli: quel 16 marzo 1993 in cui l’on. leghista Luca Leoni Orsenigo, fra gli applausi dei colleghi di partito, sventolò in aula a Montecitorio un cappio rivolgendosi ad un socialista accusato di finanziamento illecito ai partiti.
Ma l’anziano leader è in buona compagnia, visto che questa sera era difeso a spada tratta in TV da Ignazio La Russa, che spiegava a Di Pietro che quello che è successo oggi è il trionfo dello stato di diritto e dell’art. 68 della Costituzione (quello che inizia con “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”, scritto nel ’48 pensando a Matteotti, non certo a presunti collusi con la camorra)
Quello stesso La Russa che, sempre durante tangentopoli, organizzava manifestazioni sotto il tribunale di Milano brandendo cartelli con scritto “Di Pietro arrestali tutti”.

Quanta acqua è passata sotto i ponti… purtroppo questo è un paese con la memoria corta, quindi alla fine perché non spararla grossa sperando che passi senza che nessuno dica niente?
D’altra parte anche il buon Veltroni ha detto di non essere mai stato comunista!

Il senso del ridicolo? Non lo conosco!

L’ex ministro Calderoli ha presentato una interrogazione parlamentare per chiarire se la cena con cui Mario Monti ha festeggiato il capodanno con la famiglia avesse (val la pena di citare il testo originale) “le caratteristiche di manifestazione istituzionale ovvero di natura privata; quanti fossero gli invitati alla festa di cui sopra e a che titolo vi abbiano partecipato; se l’iniziativa sia stata effettivamente disposta dal presidente del Consiglio Mario Monti; se tra gli invitati figurassero anche le persone care al presidente; chi abbia sostenuto gli oneri diretti e indiretti della serata, con particolare riferimento alla sicurezza e agli straordinari del personale addetto, e se gli stessi sono stati già corrisposti; se non si ritiene inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare, in un momento di crisi come quella attuale, una festa utilizzando strutture e personale pubblici”

Non pago, ha voluto spiegare ancor meglio la sua posizione:

“In un momento del genere  […] sarebbe davvero incredibile, oltre che gravissimo, se venisse confermato che il premier ha utilizzato un palazzo istituzionale e il relativo personale per una festa di natura privata. E in questo caso mi pare evidente che Monti dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni e chiedere scusa al Paese e ai cittadini».

La domanda nasce spontanea: ma lui dove ha passato gli ultimi anni ? Su Marte ? Non ha mai sentito parlare di politici  che organizzavano “feste” anziché dedicarsi al bene del Paese? Perché è sempre stato zitto ?

A chi glielo ha fatto notare, l’autore del “porcellum” ha dichiarato: “Io non sono un moralista e Berlusconi le sue feste le faceva a palazzo Grazioli o ad Arcore, ovvero nelle sue residenze private, e che le sue feste se le è sempre pagate di persona e quindi devo ritenere che Berlusconi dia lezioni di morale anche al presidente Monti …”

Si certo, lezioni di moralità, come quando villa Certosa (residenza privata) è stata dichiarata “sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del Presidente del Consiglio, dei suoi familiari e dei suoi collaboratori e per la continuità dell’azione di Governo” e il segreto di Stato ha impedito le verifiche di abusi edilizi.

Quanto al pagare di persona… la regione Lombardia passa già 10.000 € al mese al consigliere Nicole Minetti, mi sembra che possa bastare. Ci mancava pure che dovessimo pagarle gli straordinari notturni!

Bravo Calderoli, ci stavamo illudendo che a Lega stesse diventando un partito credibile. Evidentemente ci sbagliavamo.

RAI DISservizio pubblico

Il TG1 di stasera ha dato risalto alla notizia che la polizia di Los Angeles sta cercando una persona che potrebbe essere il piromane che ha acceso vari fuochi che hanno distrutto alcune ville hollywoodiane.
Il TG1 è stato così zelante che oltre all’identikit con tanto di altezza, peso e altri elementi ha messo in onda il filmato delle telecamere di sicurezza con tanto di zoomate e svariati replay.
Forse il TG1 si illude di avere telespettatori in California e che qualcuno possa riconoscere il sospettato aiutando così le forze dell’ordine.
Lasciamoglielo credere. Ma invece di tentare di aiutare la polizia americana e trasmettere immagini di possibili piromani, perché non aiutare la polizia italiana e trasmettere le foto dei tanti mafiosi latitanti pluricondanni per delitti efferati?